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La Befana vien di Notte

Manca pochissimo ormai all’arrivo della Befana. Mi chiedo a quanti sia capitato di incontrarla, vista la mole di poesie, filastrocche, libri e racconti che ha ispirato. Ad esempio, scriveva Gianni Rodari:

“Viene viene la Befana
Da una terra assai lontana,
così lontana che non c’è…
la Befana, sai chi è?
La Befana viene viene,
se stai zitto la senti bene:
se stai zitto ti addormenti,
la Befana più non senti.
La Befana, poveretta,
si confonde per la fretta:
invece del treno che avevo ordinato
un po’ di carbone mi ha lasciato”

Mica aveva tutti i torti… Se ti addormenti, no! Non la senti!
Quando io qualche anno fa – beh, venticinque anni fa, per la precisione – la Befana l’ho vista e l’ho sentita, non stavo affatto dormento.

Ero una bambina di sette anni perfettamente sveglia, nel letto, al buio, con la tapparella abbassata ma non serrata.

Ed è proprio dagli spiragli della tapparella che l’ho vista. Dico davvero.
Stava in piedi sul davanzale della finestra, probabilmente sbirciava dentro per guardarmi: “Sarà una bambina brava o monella? Dolcetti o carbone?

Attorno a lei svolazzava la scopa, come avesse vita propria. Andava, tornava, piroettava.
Io facevo finta di tenere gli occhi chiusi, per paura che si accorgesse che ero sveglia. Il cuore correva forte, non riuscivo a smettere di sorridere. Dopo pochi minuti è salita sulla scopa ed è volata via. Mi sono addormentata.

Al mattino dopo eccole, le calze piene, appese attorno alla cappa della cucina (e chi l’ha mai avuto un camino?!). Le mie calze, le più belle che avevo, per far bella figura… e le più lunghe che avevo, perché potessero contenere più dolci! 🙂

Dopodomani la Befana arriverà anche per mio figlio.
La sera del 5 guarderemo assieme, accoccolati sul divano, il film “La freccia azzurra” di Enzo D’Alò, tratto da un racconto di Gianni Rodari.
E’ un racconto particolare. La voce narrante all’apertura del film recita:
“Nella notte di Natale, Babbo Natale porta i doni a tutti i bambini del mondo, ma i bambini più fortunati sono quelli italiani, perché in Italia nella notte dell’Epifania ricevono degli altri doni. Li porta loro la Befana, una vecchina che vola di casa in casa a cavallo di una scopa. Un 5 gennaio di tanti anni fa però i bambini italiani rischiarono di non aver nessun dono…”

In città c’è una piccola bottega, ed è lì che la Befana attende i bimbi e le loro letterine. Nella sua notte poi, a cavallo della fidata scopa, esaudisce i loro desideri. Finché non assume un assistente dall’aspetto poco affidabile (e magistralmente doppiato da Dario Fò), il Signor Scarafoni. Per colpa sua e della sua sete di quattrini, i bambini più poveri rischiano di non ricevere alcun regalo. Finché i giocattoli in vetrina magicamente non prendono vita per trovare Francesco, un bambino davvero molto buono…
Amiamo tanto questo film, i disegni sono belli e delicati, le musiche splendide.

La-Freccia-azzurro-di-Enzo-DAlò

Mio figlio lascerà per la Befana un bicchiere di latte e qualche biscotto, proprio come ha fatto con Babbo Natale. Niente carota per lei: come sappiamo viaggia a cavallo di una scopa, non di una renna!

Per lui il mattino sarà una festa e in tutta la casa risuonerà la sua voce mentre mi dice “Mamma, guarda! Guarda!”. Sotto, il rumore della carta della caramelle.
Lei gli porterà dolci e mandarini e noci. Un giocattolo, sì, ma piccolo piccolo: è proprio poveretta, la Befana. E un libro, come fa da quando è nato. Evidentemente le piace leggere, mentre smangiucchia cioccolatini. Ci sarà un po’ da contrattare, come tutti gli anni, sulla “giusta quantità” di dolcetti da assaggiare subito, su quali lasciare per dopo… e su quali regalare a mamma 🙂 !

Io cercherò di aspettarla sveglia, la notte tra il 5 e il 6 gennaio. Ormai sono adulta, potrei offrirle un caffè, se non rischio di farle fare tardi. Magari le racconterò di quando quella volta a sette anni l’ho vista. Chissà se anche lei se lo ricorda.